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	<title>Golf Up &#187; golf</title>
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	<description>Storie di golf</description>
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		<title>Una giornata di golf</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 15:14:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Golf Up</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti di golf]]></category>
		<category><![CDATA[golf]]></category>
		<category><![CDATA[handicap]]></category>
		<category><![CDATA[racconti golf]]></category>
		<category><![CDATA[storie golf]]></category>

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		<description><![CDATA[Stazione di Milano Centrale. 
“Informiamo i gentili passeggeri che il treno EurostarCity 9735 con destinazione Venezia Santa Lucia partirà tra pochi minuti”. 
Finalmente dopo 450 km di auto e già due treni alle spalle si torna a casa.
Ho cercato di dormire qualche treno fa, ma c&#8217;è stato poco da fare, appena riuscivo a chiudere gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stazione di Milano Centrale. </p>
<p>“Informiamo i gentili passeggeri che il treno EurostarCity 9735 con destinazione Venezia Santa Lucia partirà tra pochi minuti”. </p>
<p>Finalmente dopo 450 km di auto e già due treni alle spalle si torna a casa.</p>
<p>Ho cercato di dormire qualche treno fa, ma c&#8217;è stato poco da fare, appena riuscivo a chiudere gli occhi c&#8217;è sempre un cellulare che suonava, e spesso era anche il mio: era il lavoro che chiama e mi dovevo quindi anche concentrare nel rispondere.</p>
<p>É che sono due mesi che non penso ad altro, penso solo ad un numero che fra poco potrebbe dare il vero inizio a tutto, un numero che per me è fondamentale mentre per tutti i miei amici è solo fonte di innumerevoli e ripetitive battute: handicap. </p>
<p>“Buonasera a tutti sono il capotreno del treno EurostarCity 9735, vi informo che il treno fermerà nelle stazioni di Bergamo, Brescia, Peschiera del Garda, Padova, Mestre e Venezia Santa Lucia. Vi invitiamo ad abbassare le suonerie dei telefoni cellulari e vi auguriamo buon viaggio con Trenitalia”. </p>
<p>Sarebbe incredibile: prendere l&#8217;handicap dopo solo tre mesi di lezioni, sarebbe fantastico.</p>
<p>Ci sono giorni in cui me lo sento già in tasca, giorni dove col ferro 7 metto una dozzina di palline di fila tutte lì, tutte ai cento metri spaccati, poi prendo il Sand e vanno tutte ai cinquanta metri, poi prendo il Rescue, che uso ancora al posto dei legni, e vanno tutte ai centocinquanta.</p>
<p>Amo questo gioco. Ho l&#8217;handicap in tasca se tiro così. </p>
<p>“Si informano i gentili passeggeri che stiamo arrivando alla stazione di Bergamo”. </p>
<p>Sabato sono andato a tirare, ad allenarmi prima di una domenica di lavoro dove non avrei visto il campo e prima della lezione settimanale.</p>
<p>Malissimo.</p>
<p>Soket, colpi storti, effetti non voluti e quasi sempre controproducenti, tiri tesi e corti, tiri brutti, troppo brutti.</p>
<p>E ho sudato da matti: fatica, braccia rigide, spalle arrugginite, schiena dolente, tensione, morale alle stalle.</p>
<p>Odio questo gioco. Non prenderò  mai l&#8217;handicap se tiro così. </p>
<p>“Buonasera signori, biglietti prego”. </p>
<p>Due domeniche fa avevo qualche ora libera e, mentre riflettevo sulla mia vita di coppia, avevo deciso di andare ad esercitarmi nel campo pratica.</p>
<p>Invece trovo L. che si sta scaldando nel puttin green: &#8211; allora come andiamo? Ti sono passate le vesciche alle mani? &#8211; mi chiede col suo sorriso rilassato, &#8211; abbastanza bene grazie, alti e bassi ma sto pian piano migliorando, ora vado un po&#8217; ad esercitarmi in campo pratica – rispondo.</p>
<p>- Lascia stare il campo pratica, andiamo a fare un paio di buche no? Che impari molto di più&#8230;e tanto non c&#8217;è nessuno&#8230; -</p>
<p>E così, anche se io nel campo non potrei ancora giocare, lo seguo, anzi, a dire il vero mi cede l&#8217;onore di iniziare: prendo il mio tee, la mia pallina, il mio Rescue, due swing di prova, mi avvicino, colpisco. Cent&#8217;ottanta e forse più metri in fairway.</p>
<p>Bene, oggi sono in forma.</p>
<p>Vicino al green un disastro però, i miei approcci fanno danni, e parecchi.</p>
<p>Quello che sembrava un buon inizio finisce con un bel quattro sopra al par.</p>
<p>E così anche le successive. Oggi l&#8217;handicap non l&#8217;avrei preso, ma la settimana prossima sistemo il Sand, ed è fatta. </p>
<p>“Si informano i gentili passeggeri che stiamo arrivando alla stazione di Peschiera del Garda”. </p>
<p>Lunedì lezione con R., sono arrivato di corsa una decina di minuti prima per scaldarmi con un paio di colpi. Un paio di Pitch: bene, un paio di ferri: bene. Bene.</p>
<p>Arriva, iniziamo: colpi belli, la palla vola, alta e lunga, senza fatica.</p>
<p>R. mi dice che inizio a dargli soddisfazioni, e questo mi riempie di orgoglio: le ore passate in campo pratica, il sudore e le vesciche alle mani allora servono e iniziano a dare i loro frutti.</p>
<p>Iniziamo così a lavorare sulla finalizzazione del colpo, sui dettagli, poche ma significative migliorie che mi modificano quel tanto che basta lo swing per farmi fare qualche colpo a vuoto, c&#8217;è da lavorare ancora per far entrare nei miei meccanismi i preziosi consigli di R.</p>
<p>Poi tiro il Rescue: non benissimo, non mi perdona di averlo tralasciato negli allenamenti per il gioco corto. E si vendica. Ma riusciamo a fare pace e nel finale qualche buon tiro parte.</p>
<p>Finiamo con il Sand: bello, morbido, abbastanza preciso, mi sono allenato e si vede.</p>
<p>R. è contento, dice che fra un mese, un mese e mezzo al massimo si può dare la caccia all&#8217;handicap. </p>
<p>“Si informano i gentili passeggeri che stiamo arrivando alla stazione di Mestre”. </p>
<p>Sono arrivato, manca ancora un treno per arrivare a casa ma è una tratta breve, il più  è fatto. </p>
<p>Sono quasi le venti e trenta, è ormai quasi buio ma non importa, ho bisogno di un po’ di golf: sono stato tutto il giorno seduto fra autostrade e ferrovie attraversando in andata e in ritorno la pianura Padana e ora voglio solo tirare.</p>
<p>Davanti a me ci sono solamente qualche centinaio di metri d’erba, e una pallina.</p>
<p>Mi preparo, stance, address, respiro lento e profondo, chiudo gli occhi per qualche istante, ora mi sento a casa.</p>
<p>Non penso più a nulla, carico lo swing.</p>
<p>E la pallina vola. </p>
<p>26/08/09</p>
<p>Enrico Scudeler</p>
<p>Golf Club Zerman, Treviso</p>
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		<title>Giocatori di golf o cesellatori di zolle?</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Aug 2008 08:01:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Golf Up</dc:creator>
				<category><![CDATA[Golfissazione]]></category>
		<category><![CDATA[golf]]></category>
		<category><![CDATA[golfisti]]></category>
		<category><![CDATA[zolle-golf]]></category>

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		<description><![CDATA[Quanti turisti nei campi italiani nella bella stagione! Vengono da ogni parte d’Europa e del mondo, da soli o in gruppo, spesso sbarcano dai pullman a dozzine, col tee time prenotato dalle nove a mezzogiorno. Con grande disappunto dei soci! “Non è giusto che ci impediate di giocare per tre ore!”  Si lamentano in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quanti turisti nei campi italiani nella bella stagione! Vengono da ogni parte d’Europa e del mondo, da soli o in gruppo, spesso sbarcano dai pullman a dozzine, col tee time prenotato dalle nove a mezzogiorno. Con grande disappunto dei soci! “Non è giusto che ci impediate di giocare per tre ore!”  Si lamentano in coro in segreteria – “Dovete avvisarci prima, e comunque non ci sta bene!”</p>
<p>Gli impiegati fanno del loro meglio per spiegare che l’hotel convenzionato col circolo aveva fatto da tempo la prenotazione ecc.ecc., ma non convincono nessuno.</p>
<p>Così i soci fanno le seconde nove buche, incazzati come jene.</p>
<p>Dalla buca 15 si vede bene cosa succede sul green della 8 e sul tee della 9 e indovinate un po’?</p>
<p>Sul green della 8 c’era una gran cagnara, questi tedeschi se la ridevano e uno di loro si scolava una birretta. Sul tee della 9 si sono dati il cambio 4 incapaci totali che sollevavano zolle enormi e tiravano la palla 10 metri più avanti, una scena penosa e un bel danno al tee di partenza, figuriamoci come possono aver conciato i fairway! Dopo che tutti e quattro avevano tirato uno di loro ha raccolto la sua palla e l’ha rimpiazzata sul tee, sperando che la seconda volta andasse meglio. Niente, un altro troiaio clamoroso!</p>
<p>Ovviamente non tutti gli stranieri sono così, anzi, ce ne sono di bravi, capaci, cordiali e simpatici, come da noi del resto.</p>
<p>Ma, dico io, bisogna che il Circolo sia proprio alla fame per accettare certi giocatori, gente che magari ha preso in mano la mazza un paio di volte! Tutto il denaro che incassa da costoro lo deve spendere per aggiustare il campo…</p>
<p>Alessandra<br />
<a href="http://golffissazione.blogspot.com/">Golffissazione  </a></p>
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		<title>La Chiropratica e Il Golf</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Mar 2008 09:29:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Golf Up</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[chiropratica]]></category>
		<category><![CDATA[cura-infortuni-golfisti]]></category>
		<category><![CDATA[golf]]></category>
		<category><![CDATA[infortuni-golf]]></category>

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		<description><![CDATA[Il golf è uno sport che ha molto da offrire, sia in termini di esercizio fisico che di relazioni sociali,  può essere praticato da persone di tutte le età e non richiede capacità  particolari.  In ogni caso, come in qualsiasi altro sport, anche in  questa pratica possono capitare degli infortuni. Alcuni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.golfup.it/wp-content/uploads/2008/03/robert_morrison.jpg" alt="Roberto Morrison" style="float:left;padding:2px;"/>Il golf è uno sport che ha molto da offrire, sia in termini di esercizio fisico che di relazioni sociali,  <strong>può essere praticato da persone di tutte le età e non richiede capacità  particolari</strong>.  In ogni caso, come in qualsiasi altro sport, <strong>anche in  questa pratica possono capitare degli infortuni</strong>. Alcuni studi hanno  evidenziato che nel novero degli infortuni collegati al golf, <strong>quelli che colpiscono la regione lombosacrale sono i più comuni</strong> [1,2,3]. I  fenomeni  che ne conseguono possono essere <strong>di natura acuta e traumatica,  oppure emergere gradualmente come effetto di un sovrallenamento</strong>.<br />
<span id="more-276"></span><br />
Ma <strong>quanto sono comuni i danni alla  regione lombosacrale tra i golfisti?</strong> Le statistiche mostrano che durante  la stagione agonistica del 1990, il 59% degli infortuni riportati al  PGA Tour riguardavano la regione lombosacrale.  Tra i <strong>golfisti dilettanti</strong> presi in considerazione, <strong>244 su 708 hanno riportato danni alla schiena</strong> e questo tipo di infortuni impedisce, in media, di praticare  il golf per 10 settimane.  </p>
<p>Una così consistente percentuale di  infortuni potrebbe sembrare incredibilmente alta per un&#8217;attività che  molti considerano più ricreativa che sportiva. Il golf è, dopotutto,  il passatempo preferito di anziani e i campi da golf brulicano di uomini  e donne di tutte le età in sovrappeso o fuori forma. <strong>Come mai quindi  dolori e danni alla schiena ricorrono con questa sorprendente frequenza?   </strong></p>
<p>Per rispondere a questa domanda, dobbiamo  prendere in considerazione i meccanismi del corpo. <strong>Gli infortuni legati al golf</strong>, che riguardano la schiena, il collo, la spalla o il braccio,  <strong>possono sempre essere ricondotti a squilibri strutturali</strong>. I muscoli  muovono le ossa. Ci deve essere una sincronizzazione perfetta tra la  contrazione di un muscolo e il simultaneo rilassamento  del suo muscolo  antagonista. La mancata sincronizzazione durante questa operazione può  portare a danni muscolari, articolari e tendinei.  </p>
<p>Per colpire la pallina ad una grande  distanza, il golfista deve essere in grado di eseguire una rotazione  e disegnare un ampio arco durante lo swing.  La colonna vertebrale  deve essere flessibile e le vertebre devono essere correttamente allineate.  <strong>Tutto il corpo viene utilizzato durante lo swing</strong>, e perciò la regione  lombare viene sottoposta a un considerevole forza compressiva, trasversale,  e rotativa. <strong>L’effettuare uno swing in modo scorretto</strong> unito a condizioni fisiche non ottimali <strong>può sottoporre a ulteriore stress la zona lombare</strong>  causando il manifestarsi di spasmi muscolari, ernia del disco e infiammazione  delle articolazioni.</p>
<p>Sfortunatamente, piuttosto che ricorrere  a cure preventive, <strong>la maggior parte dei golfisti continua a giocare finché non si fa male</strong>. Nel momento in cui, invece, decide di chiedere  l’aiuto del medico, questi prescrive loro dei semplici farmaci per  alleviare il dolore.. Queste “cure” potrebbero infatti procurare  un sollievo momentaneo, ma <strong>un approccio farmaceutico è solo superficiale</strong>ed equivale a disinserire un allarme antincendio perché il rumore è  fastidioso. Alla lunga potrebbe compromettere la possibilità di giocare  bene a golf e puo’ causare ulteriori danni al corpo, perché il problema  di fondo non è stato affrontato. </p>
<p><strong>I chiropratici</strong> sono specialisti nella cinematica del corpo umano ed esperti nel riconoscere il dolore come  segnale d&#8217;allarme di un problema più profondo. Le cause degli squilibri  muscolari e dei disallineamenti scheletrici sono ben note ai chiropratici,  che <strong>usano la kinesiologia applicata e sono abituati a studiare la postura  e i meccanismi del corpo</strong>. Essi utilizzano il test muscolare kinesiologico  come mezzo diagnostico ed eseguono terapie manuali: trattamento della  colonna vertebrale e degli arti, massaggi profondi di tendini e  muscoli,  tecniche craniali, terapia meridiana e varie tecniche riflessiologiche.  <strong>La terapia chiropratica è in grado di ristabilire l&#8217;equilibrio e la forza muscolare, generalmente in modo definitivo. </strong></p>
<p><strong>La terapia chiropratica</strong> non solo <strong>previene  possibili danni</strong>, ma è anche in grado di <strong>potenziare lo swing</strong> dato che <strong>aumenta la mobilità di collo, spalla e schiena, spesso con risultati  immediati</strong>. L’equilibrio di una corretta mobilità, quindi, oltre a  dare un benessere fisico, permette di calibrare meglio i movimenti e  di far sì, per esempio, che la pallina raggiunga il punto visualizzato,  invece di deviare su un lato.</p>
<p>Questo tipo di terapia è manuale,  non chirurgica né farmacologica. <strong>Il chiropratico</strong>, usando una tecnica  chiamata kinesiologia applicata,<strong> arriva alla causa profonda del sintomo  e aiuta a ridurre la possibilità di danni futuri</strong>. I chiropratici sono  la scelta giusta per valutare, informare, curare, e allenare i golfisti.   Ma praticamente chiunque potrebbe trarre beneficio da un trattamento  chiropratico, che giochi a golf o meno.</p>
<p>Articolo a cura del <strong>Dr. Robert Morrison</strong> (Doctor of Chiropractic  USA)<br />
Sito web : <a href="http://www.robertmorrison.info/"target="_blank">www.robertmorrison.info</a></p>
<p><strong>Fonti </strong>  </p>
<ol type="1">
<li><font face="Calibri" size="3">Lindsay, D.M., J.F. Horton,    and A.A. Vandervoort. (2000) A Review of Injury Characteristics, Aging    Factors and Prevention Programs for the Older Golfer. <em>Sports Medicine</em>    Vol. 30, (2), pp. 89-103.</font></li>
<li><font face="Calibri" size="3">Cheyne A Sherman and Caroline    F Finch (2000) Preventing injuries to competitive and recreational adult    golfers: What is the evidence? </font><a href="http://www.sciencedirect.com/science/journal/14402440" target="_blank"><font face="Calibri" size="3"><em>Journal of Science and Medicine in Sport</em></font></a><font face="Calibri" size="3"><em> </em></font><a href="http://www.sciencedirect.com/science?_ob=PublicationURL&amp;_tockey=%23TOC%2333022%232000%23999969998%23613769%23FLP%23&amp;" target="_blank"><font face="Calibri" size="3"><u>Vol. 3, (1</u></font></a><font face="Calibri" size="3">)    pp. 65-78.</font></li>
</ol>
<ol start="3" type="1">
<li><font face="Calibri" size="3">Sugaya, Tsuchiya, Moriya    (2002) Lower Back and Elbow Injuries in Golf. <em>Sports Medicine</em>.    Vol. 32 (10) pp. 655-666.</font></li>
</ol>
<ol start="4" type="1">
<li><font face="Calibri" size="3">Pink M., Perry J., Jobe    F.W. (1993) Electromyographic Analysis of the Trunk in Golfers, <em>Am    J Sp Med</em>, vol. 21 (3) pp 385-88</font><font face="Calibri" size="2">.</font></li>
</ol>
<ol start="5" type="1">
<li><font face="Calibri" size="3">McCarrol J.R. (1996) The    Frequency of Golf Injuries <em>Clinics In Sports Medicine</em></font></li>
</ol>
<ul><font face="Calibri" size="3">Vol. 15 (1) pp. 1-7.</font></ul>
<ol start="6" type="1">
<li><font face="Calibri" size="3">McCarroll Jr., Rettig AC,    Shelbourne KD (1009) Injuries in the amateur golfer. Phys Sportsmed.    Vol. 18: (3) pp 122-126.</font></li>
</ol>
<ol start="7" type="1">
<li><font face="Calibri" size="3">Georg Gosheger MD, Dennis    Liem, Karl Ludwig MD, Oliver Greshake MD, and Winfried Winkelmann MD    (2003)<strong> </strong>Injuries and Overuse Syndromes in Golf. <em>The American    Journal of Sports Medicine</em> (31): pp. 438-443</font></li>
</ol>
<ol start="8" type="1">
<li><font face="Calibri" size="3">Hosea TM, Gatt CJ (1996)    Back pain in golf. <em>Clinics in Sports Medicine</em>.  Vol 15 (1)    pp.37-53</font></li>
</ol>
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