Tutta colpa della grammatica

settembre 2nd, 2009 di Golf Up Leave a reply »

Dopo una breve pausa estiva che mi ha costretto alla forzata astinenza dal “praticare” per “venire incontro” alle giuste richieste, avanzate questa volta, in modo fermo e deciso dalla mia consorte di passare “un periodo di ferie senza l’ombra di una pallina all’orizzonte”, sono finalmente ritornato sul green !.

E’ un caldo sabato di agosto al Golf Belmonte ritrovo i miei soliti e stressati amici con i quali, dopo aver rimembrato sull’inutilità delle ferie appena finite, passate ad oziare lontano dal green, decidiamo di fare una “garetta” tra di noi. Io e Quirino contro Gino e Lino. Da subito mi assalgono strane perplessità e vuoti di memoria: non riesco a posizionare al meglio il grip, non trovo più la posizione nell’address, non mi ricordo la sequenza dello swing e, insomma, niente mi risulta familiare. Mi convinco che la forzata inattività mi abbia arrugginito per non usare un altro termine del tutto fuori luogo per questa rubrica.

Buca 1, poggio la pallina sul tee mentre mi assale una strana tensione, mai provata fino ad allora. Dopo tutto è una semplice garetta tra amici! Che diamine ! Mi accingo, perplesso e timoroso, a colpire la palla ! Cerco di rassicurarmi, e ormai intimamente certo della sicura “falsa partenza” e i conseguenti, immancabili ed inevitabili lazzi degli amici, trovo, ancor prima di tirare, una scusante “per salvare il salvabile”: incolperò il lunghissimo periodo (15 giorni !!) trascorso lontano dal campo di golf.

Respiro con calma e porto lo swing, leggero, senza forzare e finisco con una posizione degna del miglior Tiger Woods. La palla vola alta e lunga finendo, cosa rarissima per me, ad un metro dal green. Il successivo approccio, millimetrico, mi porta a pochi centimetri dalla buca e al terzo colpo, caso più unico che raro, chiudo la famigerata buca 1 con un incredibile par! Quasi non credo ai miei occhi e con falsa modestia cerco, con un malcelato sorriso, di scoprire i pensieri dei mie amici ! I loro complimenti mi convincono che forse astenersi dal giocare a golf per un certo periodo può far anche bene!

“Se continui così domani, in gara, giocherai da Dio” mi dice Quirino. Stà di fatto che per
tutte le nove buche tutto quello che prima delle famigerate ferie non mi era mai riuscito mi tornava facile come se avessi improvvisamente acquisito tutti i fondamentali del golf e, quello che è più strano, è che improvvisamente riuscivo a mettere in pratica tutti i consigli del mio maestro Giovanni, tutti nessuno escluso ! Portento dell’astinenza ! Termino le 9 buche con un risultato da favola: 19; che mi dà anche il diritto ad un freschissimo aperitivo.

Il giorno dopo è gara vera. Mi piazzo sul tee e mentre mi posizioni per l’address mi
ritornano rimbombano nella testa le parole del mio amico “…….giocherai da Dio”. Forte di questa consapevolezza, lancio il mio primo swing. Il disastro completo mi lascia “basito”! Com’è possibile ? Cos’è successo ? Domande che per tutte le 18 buche, diventate un vero e proprio calvario, mi ripeterò continuamente. Chiudo la gara con un mesto 14. Mai successa una cosa del genere ! Le mie certezze vacillano e si disperdono sotto questo implacabile caldo insieme alle mie abbondanti gocce di sudore !

Un dubbio, che man mano diventa certezza si fa largo nella mia mente: Vuoi vedere che ho interpretato male quanto mi andava ripetendo il mio amico “………giocherai da Dio” forse voleva intendere “…..giocherai d’addio” (nel senso che sarebbe stato meglio dire “addio” a questo stupendo, ma per me impraticabile, sport).

Tutta colpa di un apostrofo mal posizionato ! Accidenti alla grammatica !

A.S. 30/09/2006

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