Mi tiene tra le mani come se fosse la prima volta che vede una pallina da golf! Un “regalo” per un articolo pubblicato su una nota, autorevole e diffusissima rivista di settore “Golf & Turismo”. Mi guarda e riguarda e dall’espressione del suo viso capisco che ha riposto in me tutte le sue speranze per “una giornata sotto il par”. D’improvviso mi stringe nel palmo della mano, quasi mi soffoca. “Aldo fra 5 minuti tocca a te”! La mano per la verità oltre che ben stretta, è diventata anche un po’… “bagnata”. Credo sia l’immancabile emozione della partenza, di qualsiasi “tee time”! Delicatamente mi appoggia su un rosso tee. Lo guardo strizzandogli l’occhiolino: “Ciao, non ti preoccupare, stai calmo, guardami sempre e lancia tranquillo il tuo swing, e, come ripete il tuo maestro Giovanni: fai finta che io non ci sia ”! Lo sento
respirare profondamente, credo per cercare di recuperare una calma ormai svanita. Mi “tappo le orecchie” e chiudo gli occhi e d’improvviso….ooops..mi sento sospinta verso il blu del cielo. Com’è bello il campo da golf visto da quassù! Voltandomi guardo giù e il “mio campione”, che mi guarda estasiato, diventa man mano sempre più piccolo che quasi non lo distinguo più. In un irreale silenzio mi sento libera, giro e rigiro su me stessa provando un’indescrivibile sensazione di leggerezza. Sto volando
diritta, alta e veloce verso una bandierina con drappeggiato un enorme numero “1“. “Ahi” grido urtando qualcosa e, interrotta la mia stupenda traiettoria, precipito in verticale verso un “mare verde”. Rimbalzo, rotolo e finalmente mi fermo. Cerco di ripulirmi al meglio, mi guardo intorno: enormi fili d’erba mi circondano e m’impediscono di vedere oltre, riesco a malapena a scorgere le bianche foglie di una margherita che china su di me mi incoraggia e conforta. Più in là una lumachina se ne va bellamente e tranquillamente a spasso su un filo d’erba ignorando il dramma che sta avvenendo. Sento la voce del mio “campione”: chissà dove sarà ? Se non fosse stato per quel benedetto ramoscello sarei arrivato senz’altro in green! “Sono qui, sono qui”, urlo, mentre un grosso piede quasi mi calpesta. Con la gioia nel cuore ed il sorriso negli occhi di chi inaspettatamente ritrova qualcosa o qualcuno che credeva perduto, esclama : Eccola qui ! L’ho trovata ! E’ proprio la mia ! E’ simpatico il mio campione, tutto sudato ed affannato. Lui però mi osserva preoccupato, scruta tutti i fili d’erba che mi ricoprono, e scuotendo la testa estrae dalla sacca un ferro “ 9 “ sperando, con mal celata sicurezza, che quello sia il fero giusto per “tirarci” fuori da questa situazione. La “testa” del ferro nove mi si avvicina lentamente, quasi volesse rassicurarmi: “non ti preoccupare, mi sussurra, ce la faremo ad uscire da questo raff” . Mi passa più volte vicino con velocità crescente, sollevando “nuvole”d’erba che, ricadendo, svolazzano di qua e di là. “Dammi un bel colpo deciso” grido per scuoterlo dal timore di portare il colpo! Ooops….mi trovo di nuovo a volare e questa volta mi fanno compagnia anche fili d’erba, foglie ed una compatta zolla di terra con i quali però non riesco a fare amicizia, tutta intenta a perseguire il mio, anzi “nostro” obiettivo . “Arrivo bandiera n. 1, arrivo!” I numerosi fili d’erba e la zolla hanno rallentato, però, il bel colpo, portato con una certa maestria, tant’è che cado in quello che, visto dall’alto, mi sembra un “deserto”. Sabbia a destra, a sinistra avanti, dietro e quel che è peggio sotto. “Ci mancava pure il bunker, oggi” sussurra il mio campione, quasi sotto voce, ostentando un finto sorriso rivolto ai suoi compagni di gioco! Il ferro “ S “ non mi sfiora, non si avvicina più di tanto: “Ehi rischi di non colpirmi se continui a stare così lontano!” “Non posso avvicinarmi ma sta tranquilla ti colpirò, o si ! se ti colpirò”! Un colpo preciso, non molto “alto né lungo” e questa volta atterro dolcemente su un morbido e soffice tappeto d’erba. Mi hanno seguito, in ordine sparso, anche tantissimi granellini di sabbia che hanno ricoperto tutt’intorno al me, l’intenso verde. La bandiera col numero “ 1 “ ormai è vicina, non più di tre, quattro metri. Il mio campione si sfila lentamente il guanto con fare sicuro, ma io, che ormai lo conosco bene, so che tumulto c’è nella sua testa! Spero d’imbucare! Un “ 4 “ su un par 3, col mio handicap, non è poi così male! E se sbaglio! Prende posizione, stringe il putt quasi a spezzarlo, guarda e riguarda un’immaginaria linea tra me e la buca, a dir la verità, da qui, “piccolissima” ! “Dai proviamo, fammi rotolare dolcemente ed al resto penso io, promesso”! Sono sospinta proprio come avevo chiesto, schivo una foglia, un fuscello ed anche un piccolo vermicello che passeggia a zonzo sul green, rotolo lentamente e mentre mi sto per fermare guardo, a mezzo centimetro davanti a me la “profondissima” buca che vorrebbe inghiottirmi! Vorrei fermarmi qui sul bordo “ho paura del buio e poi mi farò male” ma, voltandomi indietro scorgo lo sguardo del mio campione (tra lo speranzoso e il timoroso) mi osserva trattenendo il sospiro e…credo stia pure pregando. M’intenerisco e in un attimo chiusi gli occhi, mi lascio cadere ! In fondo anche una “titleist 3…..ha un cuore” !
ALDO SETTIMI
Ho un cuore anch’io !
settembre 2nd, 2009 di Golf Up Leave a reply »
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