Tecniche per neutralizzare l’ansia da prestazione

aprile 24th, 2008 di Golf Up Leave a reply »

Tutti gli sportivi fanno errori quando giocano. Gli errori di gioco che hai fatto nell’ultima partita o nelle ultime partite fanno parte del tuo passato. E’ una realtà oggettiva che nessuno può cambiare. Purtroppo l’impatto emotivo di quegli errori passati può influire sulla tua prestazione attuale e futura secondo dei meccanismi inconsci di cui spesso non sei consapevole. Questo può portare a reiterare un certo tipo di errore e andare ad alimentare l’ansia da prestazione.

Anche i fuoriclasse commettono errori, ma ne commettono molti di meno: questo perché hanno l’abilità di giocare il colpo successivo o l’azione successiva come se fosse la prima, senza farsi influenzare dall’errore precedentemente commesso.

Saggezza e buonsenso tradizionali porterebbero a dire: basta dimenticare l’errore e andare avanti.

Se chiedete a un giocatore di golf, o ad un qualunque altro sportivo, se questa strategia funziona, vi risponderà che, dal punto di vista logico, la cosa ha un suo (buon)senso, ma quando sei sul campo le cose vanno differentemente.

Se ti chiedo: riesci a ricordare gli errori peggiori e più imbarazzanti che hai fatto durante la tua carriera di giocatore? Scommetto che la risposta è si.

E magari forse riesci anche a riderci sopra, adesso, mentre sei qui seduto davanti al tuo computer, mentre leggi questo articolo.

Ma cosa accade se ci pensi mentre sei in campo e magari stai giocando un colpo importante?

Quando sei in gioco, eviti di pensarci consciamente perché hai il terrore di ripetere quell’ errore: e posso dirti che questa è un’esperienza normale e condivisa da milioni di sportivi.

Ormai quasi tutti sanno che il cervello non processa la negazione.

E’ famosa la prova dell’elefante rosa a pallini blu: se ti dico di NON pensare a un elefante rosa a pallini blu, in realtà prima lo devi immaginare e poi ci metti una croce sopra, oppure ti dici ‘Non devo pensarci!’

Ma intanto lo hai pensato.

Quindi un giocatore di un certo livello, in frangente di gioco importante, non si sognerà mai di dirsi o di pensare ‘NON devo ripetere l’errore che ho fatto quella volta ……’, perché sa bene che questo andrebbe ad alimentare l’ansia da prestazione, con risultati mediocri.

Purtroppo la questione è un altra: anche se puoi cercare di non pensare consciamente agli errori del passato, questo non vuol dire che questi errori non possano avere qualche effetto sulla tua prestazione.

Mi spiego meglio.

Il nostro inconscio memorizza tutto e ricorda tutte le nostre esperienze.

Gli errori di gioco del passato, sotto forma di immagini, suoni, sensazioni e, sopratutto, emozioni, sono memorizzati nel tuo inconscio, pronti per essere richiamati insieme a tutto il loro carico emotivo quando meno te l’aspetti.

Spesso è sufficiente uno stimolo esterno (visivo, uditivo, tattile, etc.) per richiamare inconsciamente un’emozione (positiva o negativa) che è collegata ad un evento del passato.

Nell’Allenamento Mentale, e non solo, questo stimolo esterno viene chiamato ancora. Il processo attraverso il quale si crea l’associazione tra lo stimolo e l’emozione viene chiamato ancoraggio.

E’ impossibile controllare consciamente tutti gli stimoli che arrivano dal mondo esterno perché sono troppi e questo può avere un effetto poco piacevole sulla tua performance mentre sei in gioco, senza che tu riesca a capirne il perché.

In certi sport come il tennis, il golf, la scherma, il tiro a segno, il calcio, il basket, questo effetto può essere devastante.

Tutta la nostra vita è disseminata di stimoli di questo tipo.

Per fortuna ci sono gli stimoli che ci fanno stare bene (per esempio: la vista dei nostri figli, ascoltare la canzone che suonavano per radio quando eravamo innamorati, ammirare i trofei delle nostre vittorie), ma purtroppo ci sono anche gli stimoli che limitano la nostra capacità di essere e giocare al meglio del nostro potenziale.

Basta pensare alle arrabbiature o le tensioni che un giocatore vive in partita lungo il percorso quando commette uno o più errori. L’emozione di arrabbiatura viene associata ad uno o più stimoli presenti nel punto/punti del percorso in cui il giocatore ha commesso l’errore. E quando, in una partita successiva, ripassa per quel punto del percorso, è possibile che il giocatore provi nuovamente l’emozione che aveva provato quando aveva commesso l’errore in precedenza.

E allora?

Con l’Allenamento Mentale è possibile individuare ed eliminare le ancore negative e sostituirle con nuove ancore positive in modo che il giocatore abbia a propria disposizione le risorse necessarie per le sfide più difficili.

Questo può darti una grossa mano ad eliminare le interferenze negative legate a errori passati riducendo tensione e ansia da prestazione e permettendoti di ridurre il divario tra risultati di gioco effettivi e il tuo potenziale tecnico e fisico.

A presto
Francesco Pattarello
info@sportmentale.it

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