
Una delle regole di etichetta fondamentali è quella di lasciare il percorso esattamente come lo abbiamo trovato e quindi rastrellare i bunker dopo aver effettuato il colpo, sistemare le zolle che alziamo sul campo e riparare i segni lasciati dall’atterraggio della pallina sul green, noti come ball marks o pitch marks. Vi capiterà di imbattervi in diverse scuole di pensiero in merito ma il modo corretto di riparare i pitch marks è uno solo, utilizzando metodi non corretti si rischia solo di peggiorare la situazione e rovinare il green.
Ecco come comportarsi quando si arriva in green e si individua il segno lasciato dall’atterraggio della propria pallina sul green :
[youtube f-ZzT8yMnmg nolink]
1) Con un alzapitch (oggetto apposito che trovate facilmente in tutti i Pro Shop) o un tee spingere i lembi del pitch mark verso il centro.
2) Ripetere l’operazione del punto 1 da ogni parte fino a che tutti i lembi del pitch mark saranno quasi uniti al centro quindi con la testa del putter schiacciare il tutto fino a renderlo piatto e sistemato. (dal video si può comprendere meglio)
3) Ovviamente nel caso ci sia tempo il buon golfista provvedere a sistemare anche pitch marks non suoi , prima infatti questi “buchetti” vengono sistemati più alta è la possibilità che il green non subisca danni e non si rovini
Cosa NON fare :
Uso largamente diffuso, sarà che l’attrezzo apposito si chiama “alza”pitch, è quello di alzare i lembi del pitch mark , è sbagliato, non fatelo. Non va nemmeno riposizionato l’eventuale pezzettino di erba che sia volato via quando la palla è atterrata sul green, ormai è staccato non ricrescerebbe, procedere sempre come spiegato sopra.